Giornata della canapa

locandin a

CANAPA, COSMESI E TRATTAMENTI NELLE NUOVE SPA

Grandi ed attrezzate Spa con Centri Benessere stanno nascendo in tutto il mondo ed offrono massaggi e trattamenti anche all’olio di cannabis sativa ed alla crema ottenuta dalla canapa. Si tratta – a detta degli esperti – di un elemento naturale che deve essere necessariamente conosciuto e studiato approfondendone la sperimentazione per ricavarne tutte le informazioni ed applicazioni utili.

 

Si chiamano “Cannabis-Spa” e stando a quanto riporta l’Agenzia Ansa si tratta di un vero e proprio must che prende sempre più piede in America ed in alcuni paesi del vecchio continente.

L’olio di semi di canapa è utile? La presenza di calcio, ferro, fosforo, magnesio e potassio, il corretto rapporto tra Omega 3 ed Omega 6, la presenza di Vitamina A, Vitamina E, Vitamina C, già basterebbero a renderne evidenti le virtù curative. Abbiamo dimenticato le Vitamine B1 e B2 definite dalla medicina “fondamentali per il metabolismo dei grassi e delle proteine”ed amiche del fegato perché convertono i carboidrati in glucosio, il carburante dell’organismo.

Sfruttando le virtù dei semi di canapa sono stati studiati e messi in pratica trattamenti antinfiammatori e rilassanti.
Dalla Canapa si producono prodotti Bio ed Antiage, non è una novità, se ne parla già da diversi anni su riviste specializzate e nella medicina alternativa, ma adesso che la Toscana ha dato il via alla coltivazione per uso terapeutico, produzione che avverrà a Firenze ad opera e sotto il controllo dell’Istituto Farmaceutico Militare dello Stato, anche in Italia tutte le possibilità ed opportunità di sfruttamento in campo medico e cosmetico assumono maggiore rilievo ed attenzione.

Grandi ed attrezzate Spa con Centri Benessere stanno nascendo in tutto il mondo ed offrono massaggi e trattamenti anche all’olio di cannabis sativa ed alla crema ottenuta dalla canapa.
Si tratta – a detta degli esperti – di un elemento naturale che deve essere necessariamente conosciuto e studiato approfondendone la sperimentazione per ricavarne tutte le informazioni ed applicazioni utili.

 

L’Associazione Canabruzzo è lieto di presentarvi il nuovo progetto Canapa Food 2.0

https://www.produzionidalbasso.com/project/canapa-food-2-0/

 

CANAPA FOOD 2.0

CANAPA FOOD 2.0 è un progetto promosso da CANABRUZZO per incentivare la coltivazione a canapa di terreni marginali e finalizzato all’ottenimento di semi per la produzione di olio e farina di canapa.

CANABRUZZO, associazione che ha sede legale e operativa a Cermignano in Provincia di Teramo, nasce nel 2012 con l’intento di promuovere, tutelare e diffondere la coltivazione della canapa, del lino, dell’ortica e della juta, e il loro impiego nei vari settori produttivi.

Il progetto “CANAPA FOOD 2.0” prevede la coltivazione a canapa di 2 ettari di terreno finalizzata all’ottenimento di semi per la produzione di olio e farina di canapa. La qualità più importante di questi prodotti è senza dubbio la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi Omega 6 -Omega 3 nella proporzione migliore per l’essere umano: nessun altro alimento in natura è infatti in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie in ambito di nutrizione.

CANAPA FOOD 2.0 prevede le seguenti fasi attuative:

• preparazione del terreno;

• semina;

• raccolta dei semi;

• spremitura a freddo dei semi;

• realizzazione dei prodotti (olio, farina e semi decorticati);

• incontri ed attività di divulgazione.

Per sostenere il progetto “CANAPA FOOD” sono disponibili due opzioni:

A. ai sottoscrittori di 1 quota (valore 25 euro) sarà donata una confezione di farina di canapa da 500gr e una bottiglia da 100ml di olio di canapa e una confezione da 250gr di semi decorticati;

B. ai sottoscrittori di 3 quote (valore 55 euro) saranno donate 4 confezioni di farina di canapa da 500gr e 4 bottiglie da 100ml di olio di canapa una confezione da 250gr di semi decorticati.

Per aderire occorre registrarsi cliccando sul tasto verde “SOSTIENI”, a sinistra sotto l’immagine, e aderire al progetto scegliendo la quota corrispettiva da acquistare (minimo 1 quota). Al momento dell’adesione non viene richiesto alcun pagamento; se il progetto raggiunge il budget stabilito sarete ricontattati per il bonifico e l’invio dei prodotti.

http://linkpdb.me/6765

dalla terra alla tavola

dalla terra al piatto

la città 18112014

Sabato 15 novembre 2014 ore 16:00 presentazione del I° olio e farina di canapa sativa Abruzzese

locandina

Canapa: Breeding e il rilascio di nuove varietà

Negli anni ’50 e ’60 in Italia è stata svolta una intensa attività di miglioramento genetico della canapa, finalizzata all’incremento del contenuto in fibra nello stelo. Il lavoro ha interessato la selezione di vecchie popolazioni dioiche di origine italiana e tedesca.
Attualmente, nel Registro varietale europeo sono iscritte 20 varietà. Attualmente, l’ISCI svolge attività di miglioramento genetico volto alla riduzione dei livelli di THC nelle varietà Carmagnola, C.S. e Fibranova, ed alla costituzione di nuove varietà ad alta resa in fibra, basso contenuto di THC e diversa durata del ciclo biologico.

Carmagnola
Si tratta di una vecchia popolazione italiana, largamente coltivata in passato nelle aree canapicole del nord Italia. E’ caratterizzata da elevata rusticità, da buona capacità produttiva e, soprattutto da elevata qualità della fibra. Inoltre, è anche dotata di buona resitenza all’orobanche e alla scavezzatura.

C.S. (Carmagnola Selezionata).
E’ stata ottenuta in Emilia, per selezione della Carmagnola originaria. Rispetto a quest’ultima di solito presenta maggiore vigore e maggiore resa.

Fibranova
È stata ottenuta in Emilia, selezione di materiale di origine tedesca. Rispetto alle varietà precedenti si differenzia per l’elevata capacità produttiva e per la maggiore percentuale in fibra dello stelo.

Fibritalia
Cultivar dioica di nuova costituzione, dotata di buon adattamento ambientale, notevole vigore vegetativo, resistenza alla prefioritura, basso livello di THC e buona resa in fibra. Quest’ultima è idonea sia per impieghi tessili che per altri usi (compositi, cellulosa, geotessili, ecc.). Il ciclo di maturazione è medio-tardivo.

Fibrimor
Varietà dioica di nuova costituzione. Presenta elevato adattamento ambientale, buon vigore vegetativo, bassissimo contenuto di THC, ciclo tardivo e buone performence produttive in biomassaed in fibra. Idonea per svariate destinazioni d’uso.

Red Petiole
Cultivar dioica, con discrete capacità produttive, adatta alla produzione di fibra di qualità per uso tessile. Presenta picciolo fogliare colorato (violaceo) associato a bassissimo contenuto di THC.

da: Istituto Sperimentale per le Colture Industriali Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

fonte: www.isci.it

È canadese il primo aereo di canapa: pronto a volare nel 2015

Derek Kesek sta realizzando il suo sogno. La gente rideva quando lui, ex proprietario di un ristorante biologico, annunciava che avrebbe volato con la canapa. Ora non si ride più, si impara.

aereo_canapa

di Giovanni Fez – 23 Ottobre 2014

Una società canadese chiamata Hempearth, con sede a Waterloo (Ontario), ha firmato un contratto con un produttore di aerei della Florida per costruire un aeroplano fatto pressochè interamente di canapa, almeno per il 75%. Sarà il primo al mondo, annuncia il quotidiano The Star e sarà pronto per il suo primo volo già nel 2015. La canapa fungerà anche da carburante. La canapa appartiene alla famiglia della cannabinacee ed è una pianta dagli steli molto robusti. Viene usata per fare T-shirt, saponi, corde, olio e per uso alimentare; se ne sta riscoprendo l’utilizzo nella bioedilizia e ora servirà anche per gli aeroplani. Kesek è entusiasta ed è convinto che il suo aeroplano rappresenterà una rivoluzione, «come Steve Jobs con i cellulari» ha detto. «La canapa è una coltura sostenibile, non necessita di pesticidi o erbicidi per crescere, quindi l’apparecchio avrà un’impronta ambientale estremamente più contenuta rispetto ad un aereo standard» aggiunge Kesek. «Tutti mi dicevano che era impossibile, che non ce l’avrei mai fatta e io rispondevo: state a vedere. Ora tutti quelli che mi scoraggiavano vengono a vedere cosa sto facendo». Il Canada ha legalizzato le coltivazioni di canapa industriale già alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, ma in alcuni stati americani è ancora illegale, quindi tanti si riforniscono in Canada. La canapa viene spesso associata alla “cugina” marijuana e Kesek fin da subito ha voluto chiarire che non ha nulla a che fare con quell’ambito. «La mia società non si occupa affatto di marijuana, si occupa di canapa industriale». La realizzazione materiale dell’apparecchio verrà eseguita dalla Velocity Inc. americana, partendo da un progetto di mezzo milione di dollari. Sui prototipi è stato anche fatto un esperimento: alcuni addetti hanno provato a danneggiare un aereo in materiale convenzionale e uno in canapa e hanno visto che quello di canapa è ugualmente resistente, se non di più. La Velocity Inc. sta aspettando da Kesek la conferma che il progetto ha sufficienti finanziamenti per partire. L’ideatore conta di raccogliere il 30% di quanto necessario da finanziatori privati per poi avviare una raccolta fondi su internet con la forma del crowdfunding.

Nel video che segue Kesek mostra come, oltre agli aerei, tante altre cose possano essere realizzate in canapa (oltre 25mila prodotti) comprese le chitarre.

Cosa vogliamo raccogliere?

La canapa è sempre stata coltivata per utilizzarne la fibra, ma oggi possiamo indirizzare la produzione agroindustriale anche verso altri utilizzi e questo ha un effetto sulle tecniche di raccolta e di trasformazione del prodotto agricolo. Distingueremo dunque la raccolta della canapa in funzione del prodotto principale che vorremo ottenere, o in base alle richieste specifiche del trasformatore.

  1. fibra
  2. canapulo
  3. seme
  4. infiorescenze e foglie

  1. per ottenere fibre l’epoca di raccolta è precoce, alla fine della fioritura, quando la pianta ha concluso la fase di accrescimento, circa 90-100 giorni dopo la semina. Per produrre prevalentemente fibra si sarà effettuata una semina ad alta densità (circa 150 piante/m2 = 50-60 kg/ha di sementi), quindi gli steli avranno poche ramificazioni, foglie e fiori, tutti concentrati sulla sommità.I metodi di raccolta sono diversi se si intende ricavare fibra lunga tessile o fibra corta. Nel primo caso la tecnica classica e’ quella ancor oggi impiegata nei paesi dell’est europa con le mietileghe Beshetzk k-19.Nel secondo caso si possono impiegare falciatrici di vario tipo, dalla comune barra bilama per la fienagione, alla falciacondizionatrice tipo Heston, a macchine specifiche che tagliano gli steli su due o più livelli, modello Paulitz o Tebeco, in modo da ottenere spezzoni di 30-50 cm. In entrambi i casi il raccolto sarà lasciato essiccare in campo, sia che si tratti di covoni o di andane da ranghinare, e poi verrà confezionato in balle e stoccato in aree protette in attesa di essere “stigliato”.
  2. se la fibra è considerata un prodotto secondario e vogliamo ottenere prevalentemente canapulo per usi edilizi o come lettiera zootecnica, allora possiamo anche, in alternativa alla raccolta descritta per le fibre corte, effettuare una trinciatura, con la testata tipo Kemper, meglio se è’ specifica per la canapa, tipo Wittrok
  3. volendo raccogliere il seme, dovremo attendere che maggior parte dei semi siano maturi. Dato però che maturazione è scalare, cioè non avviene contemporaneamente per tutti i semi, dovremo necessariamente trovare una fase in cui la maggior parte dei semi sono già liberi dalla pellicola verde che li ricopre (brattea) e sono quindi pronti. A questo punto ne avremo già perso una certa quantità, che è’ caduta a terra, mentre un’altra parte dei semi non saranno abbastanza maturi da poter essere trebbiati con successo. In pratica, se la quantità di seme teoricamente disponibile sulla pianta si fa pari a 100, ne potremo effettivamente trebbiare il 60-70% cioè una quantità compresa tra 400 e 1000 kg/ha.Il dato e’ molto variabile perché dipende in parte dalla quantità di seme che una determinata varietà e’ effettivamente in grado di produrre in una data situazione pedo-climatica, e per un’altro verso dall’efficenza della mieti-trebbia impiegata e dalla perizia dell’operatore. Occorrerà infatti alzare la barra falciante ad un’altezza tale che porti nella coclea le cime piene di semi e la minor quantità possibile di steli e foglie; bisogna regolare il flusso del prodotto da trebbiare in modo che si possano distaccare la maggior parte di quei semi che non sono ancora del tutto maturi, senza rischiare però di perdere gli altri, quelli già maturi che cadono facilmente.Una volta scaricata la mietitrebbia occorre asciugare il seme greggio nel più breve tempo possibile, stendendolo a terra in un luogo asciutto e ventilato oppure adoperando essiccatori convenzionali adattati alla dimensione del seme di canapa.L’ultima operazione necessaria e’ la vagliatura, che consente di ottenere un prodotto pulito, che sia adatto ad essere pressato, per farne olio, oppure decorticato, per usi alimentari.Fino a qui si è parlato delle operazioni necessarie ad ottenere un prodotto agricolo valido, che abbia un buon valore qualitativo e sia adatto alle successive operazioni di trasformazione, spremitura o decorticazione; da qui in avanti dipende dal trasformatore fare buon uso dei semi e produrre olio di qualità, e per questo si rimanda ad un altro articolo che apparirà presto sul nostro sito.
  4. un’altra possibilità è la raccolta di fiori e foglie per ottenerne olio essenziale, con estrazione a vapore o solventi. L’epoca della raccolta è a fioritura avanzata. Il metodo di raccolta che abbiamo sperimentato non prevede per ora operazioni meccanizzate. Si deve tagliare la cima fiorita e provvedere immediatamente ad eliminare lo stelo. Il prodotto verrà consegnato il più presto possibile al trasformatore per la successiva lavorazione.Si direbbe che questa operazione di raccolta escluda la possibilità di ottenere poi i semi e si potrebbe pensare che danneggi la pianta al punto di fermarne la crescita, invece abbiamo constatato, nel corso di test ripetuti, che i palchi di rami inferiori al taglio dello stelo si sviluppano con vigore e vanno a seme; in molti casi nel punto in cui lo stelo e’ stato tagliato si diramano due nuove punte. Il risultato e’ che la pianta avrà 4-6 cime con seme ed un’altezza contenuta, che non dispiacerà a chi dovrà effettuare in seguito la mietitrebbiatura.

Le paglie
Qualsiasi tipo di raccolta abbiamo scelto per la nostra coltura di canapa, ci troveremo a raccogliere una quantità maggiore o minore di steli , (da 4 a 10 tonnellate), più o meno lunghi – da 30 a 200 cm. – e di diametro variabile – da 10 a 200 mm. –

Anche l’aspetto delle paglie, il colore, verde o marrone chiaro, sarà diverso, in conseguenza della permanenza in campo dopo il taglio, e quindi diverso sarà il grado di macerazione. Ancora, bisogna che le paglie pressate siano stoccate convenientemente in attesa del momento, in cui verranno conferite ad un trasformatore o lavorate sul posto. Questo vuol dire impilare adeguatamente le presse e proteggerle dalla pioggia.

Queste variabili determinano la qualità delle paglie e quindi il loro valore commerciale; in genere, per quasi tutte le applicazioni si considera che un prodotto di buona qualità deve essere costituito da steli di diametro medio pari a 10 mm., di lunghezza non superiore a 50cm. (salvo i casi particolari in ci si vuole ottenere fibra lunga) , di colore giallo paglierino, senza macchie scure, con umidità non superiore al 12-15%.

Conclusioni
Dalla buona riuscita delle operazioni di raccolta e di stoccaggio del prodotto agricolo dipende in gran parte il raggiungimento di buoni standard di qualità e, di conseguenza una remunerazione del raccolto soddisfacente.

Toscanapa è impegnata a veicolare le informazioni più importanti e dettagliate possibile, per mettere in grado i propri soci e quanti si riferiscono alla nostra associazione di produrre canapa ai massimi livelli. Non esiste altra strada per creare un mercato stabile e solido per i prodotti a base canapa, che possa sopportare bene la concorrenza globale.

Abbiamo sentito ripetere in ogni occasione, ed in tutte le salse che la canapa italiana era la migliore del mondo, ma sappiamo che non basta seminare sul suolo italico per fare un prodotto di eccellenza, bisogna porre estrema attenzione a tutte le operazioni produttive, dal seme al telaio, alla casa finita, ecc., per mettere a frutto l’esperienza artigiana che ha sempre contraddistinto i prodotti Made in Italy.

Siamo dunque al fianco di coloro che vogliono condividere la propria esperienza e farne patrimonio comune, “fare rete” si dice oggi, indicando le problematiche emerse e le soluzioni che ciascuno ha escogitato nella propria realtà.

Cesare Tofani – presidente Toscanapa

Fonte: Toscanapa.com

DA “CONTRO” A UTILIZZATRICE DI OLIO DI CANAPA: IL PARERE DELLA DOTTORESSA

10° *** Pill Information ***

 

La dottoressa Antonella Chiechi, medico chirurgo specialista in endocrinologia, ci racconta le proprietà benefiche dell’olio che si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi di canapa senza THC:

– Che cosa ha scoperto?
Dopo l’iniziale incredulità ho scoperto che l’olio di canapa da molto benefici rispetto a qualsiasi olio comunemente utilizzato in cucina. Se assunto con continuità migliora il metabolismo basale, aiuta a rafforzare il sistema immunitario e indirettamente a combattere alcune patologie infiammatorie del sistema respiratorio: in generale fortifica contro gli stimoli aggressivi che possono arrivare dall’esterno. Nel mio lavoro lo consiglio ai pazienti che hanno problemi con il colesterolo alto. Nei casi lievi, dove non ci sono particolari patologie associate, il colesterolo si abbassa dopo alcuni mesi di somministrazione. Inoltre può essere usato anche localmente come un unguento antinfiammatorio in caso di arrossamenti cutanei, basta applicarlo localmente e massaggiare la parte interessata. Inoltre ha un’importante funzione protettiva sul cuore dopo un danno, ad esempio un infarto.

– A chi lo consiglia?
A tutti. Per tutte le sue proprietà, come la proporzione ideali di grassi Omega-3 e Omega-6 presenti, può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti i benefici di un alimento protettivo se inserito nella dieta quotidiana.

– Come va assunto?
L’ideale è un cucchiaino al giorno, assunto la mattina, a stomaco vuoto.
Se si deve “aggredire” un problema come ad esempio il colesterolo alto, o rafforzare il sistema immunitario, per un mese si può prendere un cucchiaio grande per poi tornare al cucchiaino. Si può consumare comunque anche sul pane o per condire gli alimenti: il sapore nocciolato lo rende delicato e gradevole al palato.

Mario Catania.