Archive for 21 settembre 2012

Finalmente è arrivato anche Canabruzzo

L’ Associazione, si propone di:

–               promuovere, tutelare e diffondere la coltivazione della canapa, del lino, dell’ortica, Kenaf e della juta,  e il loro impiego nei vari settori produttivi;

–               stimolare e sviluppare la ricerca volta a favorire e agevolare tale coltivazione e l’impiego dei suoi prodotti rivolgendo specifica attenzione a sviluppare e valorizzare quelle caratteristiche che la rendono di particolare interesse per la salvaguardia dell’ambiente e delle condizioni di vita e di lavoro dell’uomo;

–               rappresentare le esigenze dei soggetti che coltivano canapa, lino, ortica, kenaf e juta, e/o ne lavorano e utilizzano i prodotti nei confronti di enti regionali, nazionali e sopranazionali preposti e regolamentare la produzione agricola e industriale e l’impiego dei prodotti derivati da esse;

–               promuovere iniziative che valorizzano le attività dei soci nel rispetto dei principi enunciati all’articolo 3.

 

Per la realizzazione dei propri scopi l’Associazione si propone in particolare di:

–               coordinare e/o promuovere iniziative legali, legislative ed associative per lo sviluppo della coltivazione della canapa, del lino, dell’ortica e della juta, e la tutela dei propri associati;

–               partecipare ad Enti ed organismi che hanno scopi analoghi e che comunque svolgono attività che sono di interesse per lo sviluppo delle suddette coltivazioni e delle attività connesse;

–               realizzare e gestire marchi che valorizzino le produzioni dei propri associati, predisponendo appositi disciplinari che definiscano le caratteristiche di qualità necessarie per l’utilizzo dei marchi stessi;

–               realizzare, anche in collaborazione con altri organismi ed enti pubblici o privati, attività di informazione e di formazione per agricoltori, operatori del settore, tecnici e utilizzatori;

–               stimolare e/o coordinare e/o supportare la presentazione nel settore di progetti sperimentali e/o innovativi finanziati con fondi UE, e/o nazionali e regionali; promuove l’instaurazione e il consolidamento per lo sviluppo di tali progetti, di partenariati con altre realtà imprenditoriali e associative europee;

–               gestire, anche in collaborazione con altri enti ed organismi, attività editoriale, anche periodica, per la divulgazione di notizie inerenti la propria attività e di interesse specifico per il settore di riferimento.

La coltivazione

 

 

Cosa fare per coltivare la canapa?

Quelle che seguono sono le risposte alle domande che più spesso ci vengono rivolte riguardo la coltivazione della canapa.

DOMANDA: Si può coltivare la canapa in Italia?
RISPOSTA: La risposta è sì, a condizione che venga coltivata una varietà a basso tenore di THC (inferiore allo 0,2%) compresa nel Registro Europeo delle Sementi e che sia seguita la procedura stabilita dalla Circolare del MIPAF n.1 dell’8 maggio 2002.

DOMANDA: Dove e come si coltiva la canapa?
RISPOSTA: La canapa preferisce i terreni fertili alluvionali, si adatta però a tutti i terreni, anche fino ai 1500 metri di altitudine. Non soffre le gelate tardive. Soffre invece mortalmente il ristagno d’acqua, specialmente nel primo stadio di vegetazione. Si semina a febbraio/marzo. Riproducendo una tecnica antica sono in corso sperimentazioni di semina in secondo raccolto (dopo loietto, orzo, grano), in questo caso il pericolo è che se il terreno non è umido si incontrano difficoltà nella germinazione o che il caldo eccessivo secchi le piantine. La quantità di seme consigliata è di 50 chilogrammi per ettaro (10mila mq). Si consiglia di provvedere alla semina con seminatrice da grano con 15/20 centimetri tra le file (naturalmente con disco adattato per la canapa), su terreno preparato che abbia un’umidità sufficiente alla germinazione.
Così seminata la canapa è autodiserbante (le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti, per cui fanno morire tutte le infestanti). Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.
Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all’abbondante e profondo apparato radicale e al rilascio di foglie a fine ciclo.
Si raccoglie 10 giorni dopo la fine della fioritura delle piante maschili nel mese di agosto, così come si fa per la fienagione. Si taglia con barra falciante, la si lascia in campo per almeno 30/40 giorni per una parziale macerazione e la si imballa con normale rotopressa.
Da sempre consigliamo a chi non conosce la coltura di sperimentare per un anno per farsi un’esperienza adeguata alla zona in cui si opera. In ogni caso e salvo calamità naturali, gli agricoltori provetti non hanno mai incontrato difficoltà ad ottenere alte rese in biomassa.

DOMANDA: Conviene coltivare canapa?
RISPOSTA: la difficoltà del decollo della coltivazione della canapa in Italia è dovuta a difficoltà burocratiche e mancanza di chiarezza sulle produzioni alimentari e ancora alla mancanza di macchinari agricoli per la prima trasformazione (separazione fibra da canapulo), operazione che una volta veniva eseguita a mano, all’interno dell’azienda agricola.
Entrambe queste difficoltà sono in via di superamento.
Infatti la competente Direzione Generale del MIPAF si è impegnata nel mese di gennaio 2011 ad emanare una nuova Circolare che elimini gli adempimenti divenuti inutili, mentre si attende che il Ministero della Salute fissi i limiti del contenuto di THC negli alimenti.
Il prototipo GD1 di macchinario “agricolo” per la prima trasformazione delle paglie di canapa è stato brevettato nel mese di giugno 2010, sta attualmente lavorando presso lo stabilimento di Assocanapa srl a Carmagnola ed è entrato in produzione.
Venendo all’aspetto del ritorno economico della coltivazione per la produzione di fibra tecnica, le previsioni per ettaro oggi sono queste:
– costi: kg. 50 di seme a euro 5,50/kg per un totale di euro 275,00 oltre IVA 10%; lavorazione del terreno come per qualsiasi semina; non sono necessari diserbo, trattamenti antiparassitari, irrigazione (salvo casi eccezionali). Nei terreni più “magri” può essere opportuna una concimazione leggera. Raccolta: mediante falciatura, meglio se le bacchette sono tagliate in segmenti non superiori a 1 mt di lunghezza, macerazione in campo per 30/40 giorni, rotoimballatura.
– ricavi: oltre al contributo dell’UE sui seminativi, che varia da zona a zona e comunque da circa 100 a circa 450 euro per ha, la canapa produce mediamente 130 q.li di bacchetta secca per ha e sarà venduta all’attuale prezzo europeo di 14 euro/q per cui si realizzerà un ricavo medio per ha di 1.820 euro.
Ricavi maggiori possono essere conseguiti eseguendo in proprio la prima trasformazione e se si recupera il seme e/o si fanno produzioni/lavorazioni di nicchia.

DOMANDA: Come si fa per la vendita del prodotto?
RISPOSTA: per la vendita delle paglie di canapa in rotoballe o balle quadrate i coltivatori devono stipulare contratto con un primo trasformatore autorizzato.

DOMANDA: Quanta canapa si coltiva in Italia?
RISPOSTA: I soci di Assocanapa che coltivano canapa in diverse regioni italiane sono in media 50 ogni anno, la superficie coltivata a canapa da nostri soci è stata in media di 120 ha/anno.

La canapa da fibra

La Canapa

Aspetti botanici

 

Specie La canapa appartiene alla famiglia delle Cannabinacee, è una pianta annuale e in natura è dioica, il che significa che nella sua popolazione si trovano più o meno al 50 per cento esemplari che portano soltanto fiori femminili ed esemplari che portano soltanto fiori maschili (si parla di piante maschio e di piante femmina). Prima della formazione dei fiori non è possibile riconoscere il sesso delle piante di canapa.
Essendo la popolazione della canapa molto variabile, nel campo si possono trovare soggetti con caratteri molto diversi tra loro, ad esempio si trovano piante che portano sullo stesso stelo fiori maschili e fiori femminili (monoicismo), piante che contengono livelli elevati di THC e piante che ne sono del tutto prive, piante con colorazione delle foglie che varia dal verde chiaro, al verde scuro al violaceo.

Varietà di canapa
Approfittando della variabilità della canapa, nel tempo e con la selezione l’uomo ha creato tante varietà: da fibra, da seme (in genere monoiche), da droga.
Le varietà italiane più conosciute e ancora oggi competitive sono: Carmagnola, CS (Carmagnola Selezionata), Fibranova. Il germoplasma di altre varietà famose come Eletta Campana e Bolognese è andato perduto. Negli ultimi anni l’ISCI di Bologna ha selezionato nuove varietà derivate da quelle tradizionali.

Cannabis indica non esiste
La distinzione cannabis indica/cannabis sativa utilizzata per indicare rispettivamente la canapa ad alto tenore di THC (marijuana) e la canapa a basso tenore di THC è un errore botanico perché la canapa è una specie unica.
In questo equivoco è caduta anche la normativa italiana antidroga.

Fusto
La pianta di canapa ha un fusto eretto la cui altezza può variare da 1 a 4/5 metri in media a seconda delle varietà, delle condizioni pedologiche e climatiche e ancora della densità di semina. Alcuni esemplari, in piemontese detti “lanse”, superano anche i 7 metri.
La sezione del fusto può variare da pochi millimetri ad alcuni centimetri. Il fusto è formato da una corteccia esterna di colore verde costituita da fibre tenute insieme da pectine e da una parte interna detta canapulo, di colore bianco molto leggero.
La fibra rappresenta il 25/30 per cento del fusto ed è costituita per circa l’82 per cento da cellulosa e per il 6 per cento da lignina; il canapulo rappresenta il 70/75 per cento ed è costituito da circa il 77 per cento di cellulosa e da circa il 19 per cento di lignina, di colore bianco.
Più la pianta è grossa più la fibra è grossolana e robusta. Nella stessa pianta la fibra è più grossa verso la radice e più fine verso la cima.

Infiorescenze
Le infiorescenze maschili sono pannocchie composte da numerosi racemi costituiti da un perigonio a 5 pezzi. Cominciano a svilupparsi sull’ascella fogliare almeno 60 giorni dopo la germinazione.

Le infiorescenze femminili si formano sulle cime una decina di giorni dopo quelle maschili e assumono la forma a falsa spiga, grossa, diritta e a ciuffo, molto più compatta di quella maschile.

L’impollinazione è anemofila.
La fioritura in Italia avviene verso la metà di luglio. Le piante maschio cominciano a seccare dopo la impollinazione e sono già secche nel mese di agosto mentre le piante femmina continuano a vegetare fino a fine settembre e oltre perché devono portare a maturazione il seme.

Seme

Il seme è prodotto dai fiori femminili. E’ costituito da un frutto secco detto achenio, di colore grigio/ verde ovoidale (lunghezza 3-5 mm, larghezza 2-3 mm). Il peso di 1000 semi varia tra i 20/30 gr per le varietà dioiche e i 16/20 gr per le varietà monoiche.
La maturazione del seme sulla spiga avviene in modo scalare.
E’ molto delicato.