Cena info culinaria sulla canapa sativa

cena canapa

L’Associazione Canabruzzo è lieto di presentarvi il nuovo progetto Canapa Food 2.0

https://www.produzionidalbasso.com/project/canapa-food-2-0/

 

CANAPA FOOD 2.0

CANAPA FOOD 2.0 è un progetto promosso da CANABRUZZO per incentivare la coltivazione a canapa di terreni marginali e finalizzato all’ottenimento di semi per la produzione di olio e farina di canapa.

CANABRUZZO, associazione che ha sede legale e operativa a Cermignano in Provincia di Teramo, nasce nel 2012 con l’intento di promuovere, tutelare e diffondere la coltivazione della canapa, del lino, dell’ortica e della juta, e il loro impiego nei vari settori produttivi.

Il progetto “CANAPA FOOD 2.0” prevede la coltivazione a canapa di 2 ettari di terreno finalizzata all’ottenimento di semi per la produzione di olio e farina di canapa. La qualità più importante di questi prodotti è senza dubbio la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi Omega 6 -Omega 3 nella proporzione migliore per l’essere umano: nessun altro alimento in natura è infatti in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie in ambito di nutrizione.

CANAPA FOOD 2.0 prevede le seguenti fasi attuative:

• preparazione del terreno;

• semina;

• raccolta dei semi;

• spremitura a freddo dei semi;

• realizzazione dei prodotti (olio, farina e semi decorticati);

• incontri ed attività di divulgazione.

Per sostenere il progetto “CANAPA FOOD” sono disponibili due opzioni:

A. ai sottoscrittori di 1 quota (valore 25 euro) sarà donata una confezione di farina di canapa da 500gr e una bottiglia da 100ml di olio di canapa e una confezione da 250gr di semi decorticati;

B. ai sottoscrittori di 3 quote (valore 55 euro) saranno donate 4 confezioni di farina di canapa da 500gr e 4 bottiglie da 100ml di olio di canapa una confezione da 250gr di semi decorticati.

Per aderire occorre registrarsi cliccando sul tasto verde “SOSTIENI”, a sinistra sotto l’immagine, e aderire al progetto scegliendo la quota corrispettiva da acquistare (minimo 1 quota). Al momento dell’adesione non viene richiesto alcun pagamento; se il progetto raggiunge il budget stabilito sarete ricontattati per il bonifico e l’invio dei prodotti.

http://linkpdb.me/6765

CENA CANAPOSA

domus2016

Automobili in fibra di canapa a bioetanolo in grado di ridurre l’inquinamento

Da quasi un secolo, le aziende che si occupano di carburanti e le case automobilistiche dominano il mercato globale. Le ricerche in campo di energia rinnovabile e alternativa sono state lungamente limitate portando avanti le loro politiche con ben pochi rimorsi riguardo le conseguenze ecologiche derivanti dalla combustione del petrolio e dei suoi derivati. Oggi, il settore relativo ai trasporti è responsabile di circa il 30% delle emissioni totali dell’inquinamento globale.

renewsportscarrrFortunatamente in questo period

o stiamo assistendo ad un’inversione di rotta in favore di sostenibilità e innovazione, anche e soprattutto, nel capo della manifattura e dei trasporti dove compagnie come la Tesla Motors e la Electric Motors stanno gettando le basi per un futuro sostenibile nell’industria automobilistica.

Un’azienda che forse più delle altre è in grado però di rappresentare questo aspetto emergente è la Renew, un’azienda che si occupa di design automobilistico e trasporto su ruote con un impegno importante: cancellare le emissioni di diossido di carbonio nei veicoli.

La missione di questa azienda e tanto semplice quanto monumentale, “realizzare automobili 100% prive di carboni e non inquinanti”. La parte più interessante del progetto è che intende ovviare a questo gigantesco problema utilizzando la canapa.

Perché con la canapa?

La canapa come sappiamo è stata utilizzata nell’arco dei secoli nelle più svariate applicazioni industriali, come ad esempio per la fabbricazione di carta, abiti, cibo, costruzioni e tanto altro. Le fibre di canapa sono tra le più resistenti e durature al mondo, tanto da renderla una degna avversaria anche dei più recenti materiali di derivazione chimica.

Una delle qualità che rendono la canapa incredibile, oltre al suo peso, alla durabilità e biodegradabilità, è il fatto che svolga una funzione antagonista rispetto alle emissioni di carbonio, infatti è in grado di rimuove il diossido di carbonio dall’atmosfera in percentuali di gran lunga maggiore rispetto alla maggior parte delle altre piante. Gli alberi impiegano circa 20 anni per crescere, mentre la canapa giunge a maturazione nel giro di 3 o 4 mesi e può essere ripiantata diverse volte nel giro di un anno.

marijuana-hemp-bio-fuel-150x150La forza che ha la canapa è da ricercarsi nel carbonio che assorbe dall’atmosfera e si trasferisce nelle sue fibre, questa proprietà diventa ancora più interessante quando si realizza in fibra di canapa qualcosa come una macchina rendendola così in grado di rimuovere una quantità sostanziale di CO2 dall’ambiente grazie ad un processo chiamato “sottrazione di anidride carbonica”. Sfruttando questo processo si ha la possibilità di contrastare in maniera significativa le emissioni di carbonio prodotte dai veicoli.

 

Motori ad etanolo

I veicoli Renew sono alimentati a bioetanolo simile alle miscele E85 e E10. In molti Paesi del Globo sono in commercio miscele all’85% di etanolo e 15% benzina (E85) e miscele a basso tenore di etanolo (date dal 10% di etanolo, appunto, E10) che possono essere utilizzate nella quasi totalità di auto moderne.

Il bioetnaolo come combustibile nelle automobili ha molti vantaggi ma anche qualche difetto: il bioetnaolo manca di potere lubrificante, per questo motivo le miscele E10 ed E85 possono tornare utili in tutte le vetture che hanno una centralina elettrica. L’alimentazione esclusiva a bioetanolo (carburante 100% etanolo) può essere impiegata solo in motori specificatamente predisposti come le auto Flex Fuel o Tetrafuel.

L’aggiunta di etanolo alla benzina non solo rende il carburante meno costoso ma anche meno inquinante: durante la combustione si registra una netta riduzione del monossido di carbonio che, già nell’E10 (miscela contenente solo il 10% di etanolo e il restante 90% di benzina) vede un taglio di circa il 25% di CO, grazie al maggior contenuto di ossigeno che consente una combustione più completa. Con l’aggiunta di bioetanolo si registra anche una diminuzione di metalli pesanti. Ciò che non diminuiscono sono i composti organici volatili (VOC), sostanze che evaporano facilmente a temperatura ambiente, in questo contesto, vi sono degli additivi che, aggiunti alla miscela, abbassano i valori di volatilità a livelli inferiori a quelli della benzina. Con l’aggiunta di bioetanolo al carburante, non si hanno variazioni degli inquinanti a base di ossidi di azoto.

Il vantaggio ambientale dell’utilizzo di bioetanolo come carburante per le automobili, soprattutto il alte percentuali (miscela E85) è consistente.

Le macchine Renew sono dotate di un particolare sistema in grado di utilizzare qualsiasi tipo di concentrazione di etanolo/gas dallo 0-100%, adattandosi automaticamente.

I modelli CANNA 100 & 130 hanno emissioni di carbonio che sono circa 10% inferiori rispetto ai nuovi veicoli elettrici, mentre il modello CANNA EV è in grado di funzionare fino al 22% più ecologicamente dei veicoli elettrici, raggiungendo 80 ai 400+ cavalli potenza.

La cosa che rende questa macchina ancora più interessante è che questi modelli sono progettati per funzionare con carburante etanolo di canapa, un sistema del tutto innovativo che farà presto la sua comparsa sul mercato.

hempnegativeLa macchina in fibra di canapa rappresenta dunque il futuro?

Le macchine Renew Sport Car, ispirate alle numerose macchine da corsa degli anni ’50 e ’60 rappresenta sia il passato (esteticamente), sia una ventata d’aria fresca sul piano della tecnologia.

La carrozzeria realizzata in fibra di canapa con proprietà antagoniste rispetto alle emissioni di carbonio è povera di materiali come acciaio, alluminio, fibra di vetro e plastiche derivanti da petrolati, tipiche delle macchine dei nostri tempi.

La casa produttrice ha da poco iniziato un tour espositivo presso eventi riguardanti la canapicoltura e gli usi alternativi della pianta partendo dagli USA e diretta verso molte nazioni del mondo. L’obiettivo della Renew sarà quello di diffondere la tecnologia antagonista delle emissioni di carbonio in tutto il globo entro il 2025 e dimostrare ancora una volta che i possibili utilizzi della canapa siano pressoché infiniti ed in grado di rappresentare una validissima alternativa a problemi ecologici quali quelli dell’inquinamento derivante dalle emissioni di monossido di carbonio e raffinazione delle fibre plastiche dei petrolati.

La chiave di lettura dello sviluppo sostenibile è creare ogni cosa di cui si ha bisogno da ciò che nasce sulla terra e non da ciò che viene sotterrato o bruciato vicino. L’automobile in fibra di canapa e alimentata a bioetanolo di canapa è forse l’esempio più significativo di alternativa ecologica e sviluppo sostenibile applicato ai trasporti a motore.”

È possibile partecipare attivamente alla raccolta fondi avviata da Renew attraverso la pagina IndieGoGo page dove si può vedere il primo video di una macchina in canapa e alimentata con bioetanolo di canapa in funzione.

http://eiha.org/media/2014/10/15-10-26-PR-THC-levels-in-hemp-food.pdf

Il cannabidiolo cannabis supporta trattamento delle fratture ossee

20/07/2015 – Stanislav Mihulka

 
Detail květenství samičí rostliny konopíPianta Femminile della canapa
La cannabis sta diventando una delle principali fonti di droghe
  Ha effetti terapeutici della cannabis non è così sconvolgente. E ‘utilizzato per esempio nel trattamento del Parkinson, la sclerosi multipla o il cancro. Tuttavia, ancora in grado di stupire. Gli esperti di Tel Aviv University e dell’Università di Gerusalemme hanno recentemente scoperto una nuova possibile applicazione della cannabis in medicina E ‘stato dimostrato che la somministrazione di cannabinoidi dalla cannabis nepsychotropního -. Cannabidiolo (CBD) promuove in modo significativo il trattamento di fratture ossee Ciò è stato confermato da studi su ratti con fratture simulate del femore.
 Lo stesso gruppo di ricerca ha recentemente scoperto che i cosiddetti recettori dei cannabinoidi nel corpo degli animali hanno un’influenza fondamentale su una serie di funzioni vitali, sono anche coinvolti nella formazione ossea e di inibire la degradazione. Forse con il tempo vedremo farmaco per promuovere cannabinoidi basate crescita ossea.
 Fonte:American Friends of Tel Aviv University, Journal of Bone and Mineral Research Amici americani di Tel Aviv, Journal of Bone and Mineral Research

La cannabis può attenuare la celiachia: uno studio lo dimostra

Negli stati dove la marijuana a uso terapeutico è consentita, la sostanza è già utilizzata dai celiaci contro i disturbi intestinali. Una ricerca dell’Università di Teramo ne dimostra i benefici.

La celiachia può avere degli effetti devastanti per il corpo di chi ne soffre, ma uno studio italiano realizzato nel 2013 afferma che c’è un metodo naturale in grado di attenuarli, se non addirittura di farli scomparire del tutto: la cannabis. Per questo è importante che anche i celiaci si informino sull’utilizzo di questa sostanza a fini terapeutici, come già avviene in altri paesi. Ma attenzione: non stiamo parlando di fumare l’erba (in questo caso si tratta di uso di droga, da condannare), bensì di utilizzare questa pianta in ambito medico per estrarre alcuni principi attivi che possono fare bene senza gli effetti collaterali del fumo.

Lo studio italiano: la cannabis cura la celiachia

Il glutine, elemento molto comune nella dieta occidentale, come sappiamo non è tollerato dai soggetti affetti da celiachia, che non sono in grado di digerirlo e dunque hanno dei gravi disturbi intestinali anche in caso ne ingeriscano accidentalmente una piccolissima quantità. Ma fortunatamente, la marijuana in queste occasioni potrebbe venire in aiuto: uno studio pubblicato a gennaio 2013 nella rivista scientifica Plos One afferma che la cannabis può giocare un ruolo fondamentale nell’attenuare i sintomi della celiachia. La ricerca è stata condotta dall’Università di Teramo e ha coinvolto alcuni pazienti celiaci sottoposti a biopsia intestinale per verificare i sintomi infiammatori della celiachia dopo avere ingerito glutine. Ma alcune di queste persone avevano fatto uso di cannabis.

I risultati hanno dimostrato che la presenza di cannabis nel corpo attenuava i sintomi della celiachia in maniera molto più efficace rispetto ai celiaci che da 12 mesi seguivano una dieta completamente priva di glutine. Questo ha permesso ai ricercatori di giungere alla consapevolezza del potenziale curativo dei cannabinoidi nelle persone celiache.

Le testimonianze dei celiaci che fanno uso di cannabis: ‘Mi sono curato’

«Ho fatto uso di cannabis per sei mesi consecutivi, e i miei sintomi della celiachia sono completamente svaniti», aggiunge Matteo Distefano, tra i pazienti che si sono sottoposti alla ricerca. «Il beneficio si è infatti esteso ai miei disturbi permanenti: mi sono sottoposto a esami endoscopici e questi hanno dimostrato che la mia anemia e la mia carenza di proteine, ferro e calcio erano scomparsi. In sostanza, mi ero curato».

Importante è anche la testimonianza di Jessica Deno, che nel suo blog “Vita di un celiaco” ha scritto un articolo proprio sulle molteplici ragioni per cui i celiaci dovrebbero utilizzare la cannabis (clicca qui per leggere l’originale in inglese): «La marijuana – dice Jessica – rilassa le contrazioni dei muscoli in caso ingeriamo glutine, riducendo sia i dolori intestinali che la secrezione di liquidi nell’intestino che porta alla diarrea (uno dei sintomi più severi della celiachia). Inoltre aumenta il nostro appetito e riduce l’incapacità dei celiaci di assorbire nutrienti dal cibo che mangiano».

Le varietà di cannabis adatte ai celiaci

In alcuni paesi dove l’utilizzo di marijuana a uso terapeutico è consentito, come la California, in effetti la cannabis è già utilizzata come sostanza rilassante dei muscoli anche per i pazienti celiaci. In particolare, il sito web del Medical Marijuana Strains indica la specie dell’Arizonan Western Light Purp come specifica per la celiachia. Ma in generale le varietà di Indica come Auntie Em, Blackberry, Black Domina, Bluberry, Chemo, Blue Fruit, G13, Mandala No. 1, Purple Kush, Ultimate Indica, Santa Maria, or Super Silver Hazethat sono raccomandate per tutti i disturbi intestinali. Ora la sfida è ottenere prodotti specifici a base di cannabis anche in Italia, dato che il suo uso terapeutico è legale nel nostro paese, affinché i celiaci non si rivolgano al mercato nero come purtroppo già avviene in diversi stati degli Usa, dove questa consapevolezza è più diffusa.

Alberto Giuliani

 

da http://www.infoceliachia.com/197/la-cannabis-puo-attenuare-la-celiachia-uno-studio-lo-dimostra.html

3^GIORNATA DELLA CANAPA

pagliare di morro d'oro

Giornata della canapa

locandin a

CANAPA, COSMESI E TRATTAMENTI NELLE NUOVE SPA

Grandi ed attrezzate Spa con Centri Benessere stanno nascendo in tutto il mondo ed offrono massaggi e trattamenti anche all’olio di cannabis sativa ed alla crema ottenuta dalla canapa. Si tratta – a detta degli esperti – di un elemento naturale che deve essere necessariamente conosciuto e studiato approfondendone la sperimentazione per ricavarne tutte le informazioni ed applicazioni utili.

 

Si chiamano “Cannabis-Spa” e stando a quanto riporta l’Agenzia Ansa si tratta di un vero e proprio must che prende sempre più piede in America ed in alcuni paesi del vecchio continente.

L’olio di semi di canapa è utile? La presenza di calcio, ferro, fosforo, magnesio e potassio, il corretto rapporto tra Omega 3 ed Omega 6, la presenza di Vitamina A, Vitamina E, Vitamina C, già basterebbero a renderne evidenti le virtù curative. Abbiamo dimenticato le Vitamine B1 e B2 definite dalla medicina “fondamentali per il metabolismo dei grassi e delle proteine”ed amiche del fegato perché convertono i carboidrati in glucosio, il carburante dell’organismo.

Sfruttando le virtù dei semi di canapa sono stati studiati e messi in pratica trattamenti antinfiammatori e rilassanti.
Dalla Canapa si producono prodotti Bio ed Antiage, non è una novità, se ne parla già da diversi anni su riviste specializzate e nella medicina alternativa, ma adesso che la Toscana ha dato il via alla coltivazione per uso terapeutico, produzione che avverrà a Firenze ad opera e sotto il controllo dell’Istituto Farmaceutico Militare dello Stato, anche in Italia tutte le possibilità ed opportunità di sfruttamento in campo medico e cosmetico assumono maggiore rilievo ed attenzione.

Grandi ed attrezzate Spa con Centri Benessere stanno nascendo in tutto il mondo ed offrono massaggi e trattamenti anche all’olio di cannabis sativa ed alla crema ottenuta dalla canapa.
Si tratta – a detta degli esperti – di un elemento naturale che deve essere necessariamente conosciuto e studiato approfondendone la sperimentazione per ricavarne tutte le informazioni ed applicazioni utili.